Nella Bertoldi


Classe: 1934

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In questa foto Nella Bertoldi
Nata nel 1934
Professione contadina
Luogo Lavoro in campagna Reggio Emilia
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Mia nonna si chiama Nella Bertoldi, è nata nel 1934 e mi racconta spesso della sua infanzia e della sua gioventù.

Anche se aveva solo sei anni circa quando è iniziata la seconda guerra mondiale, si ricorda molto bene di quel periodo perché sono stati tempi molto duri per lei e per tutta la sua famiglia.

Mia nonna è nata in un piccolo paese di campagna in provincia di Reggio Emilia e per molti anni ha vissuto in una vecchia casa che non aveva né il bagno in casa, né l’elettricità, né il riscaldamento. Quando veniva il buio si usavano delle lampade a petrolio.

Il bagno era una specie di “casotto” di pietra con una turca che non aveva neanche l’acqua corrente. Tutta la casa era scaldata solo con una stufa a legna che era in cucina e serviva per cucinare. 

In casa c’era molto freddo. Spesso le famiglie dopo che avevano finito i lavori nei campi, si riunivano nelle stalle, dove c’erano gli animali e dunque c’era più caldo. Le donne filavano, gli uomini giocavano a carte, i bambini giocavano. Verso sera le donne portavano nei letti i “preti” che erano dei baldacchini con una padella di braci prese dalla stufa che servivano per scaldare un po' le lenzuola gelide.

I genitori di mia nonna lavoravano in campagna. All’epoca le donne erano pagate molto meno degli uomini perché si diceva che solo gli uomini riuscivano a fare i “lavori pesanti”.

Mio nonno andava anche a fare il macellaio nelle case quando si uccideva il maiale. Sapeva fare i cotechini, i salami, i prosciutti, le coppe e tagliare la carne. Infatti dopo la guerra si comprò una macelleria.

Mia nonna mi ripete spesso che avevano molto poco da mangiare! Il regalo di Natale più bello era un mandarino. Non ha avuto una bambola fino a otto anni.

Le donne, oltre a lavorare nei campi dovevano occuparsi della casa e, soprattutto le più anziane, dei bambini. Occuparsi della casa allora era molto faticoso. Non c’era nessun elettrodomestico e tutto richiedeva molto lavoro e molta fatica. Gli uomini poi non aiutavano per niente le donne nelle faccende domestiche. 

Quasi ogni mattina le donne dovevano “rimescolare” i materassi che erano due, uno sopra l’altro, quello che stava sotto fatto con foglie di granoturco, quello che stava sopra di piume. Tutto era lavato a mano con acqua scaldata sulla stufa, sapone e cenere. Per stirare si usavano invece ferri da stiro molto pesanti, di metallo, che avevano al loro interno le braci.

La pasta si faceva in casa con il mattarello. Il pane era fatto in casa e cotto nel forno del paese.

 

Matilde Scandolaro

 

 

 

 

 

 

LE DONNE - Lavoro in campagna Reggio Emilia